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Le parrocchie che compongono la nostra Unità Pastorale, anche se raggruppate nello stesso Comune, hanno vissuto le celebrazioni, per molti anni, facendo riferimento al vecchio e simpatico motto: "ogni sagrestia ha la sua liturgia". Questo non ha impedito di celebrare dignitosamente e in modo diverso, sia pur con notevoli differenze i tempi dell'anno liturgico.
L'avvento di un solo parroco per tutte e quattro le comunità ha però reso indispensabile seguire una nuova via, soprattutto nella preparazione di tempi forti attraverso novene, ritiri, adorazione, con la conseguente "rinuncia" da parte di alcune chiese a celebrazioni specifiche; d’altra parte è anche stato occasione di “arricchimento” per tutte le comunità il celebrare e condividere insieme alcune delle feste più importanti e significative.
Entrando nello specifico, e partendo da Bagnolo, si evidenza il fatto che tredici anni fa, quando don Pasquino ebbe i primi problemi alla vista, venne chiesto ad alcuni giovani di aiutare il parroco nella celebrazione dell'Eucarestia. Col passare degli anni si è cercato sempre più di animare e celebrare in modo dignitoso, facendo partecipare attivamente l'assemblea con l'aiuto della corale e di un servizio liturgico preparato.
Tra il 2000 e il 2002, dopo aver frequentato i tre anni della scuola di teologia presso il seminario, tre ragazzi sono diventati accoliti ed hanno potuto seguire più da vicino don Pasquino, dividendosi alcuni compiti: segreteria personale, bollettino parrocchiale, certificati.
L'attenzione alla liturgia della Parola, almeno nella parrocchia di Bagnolo, ha portato in questi ultimi anni a formare un gruppo di lettori, anche se non istituiti, che hanno dato il loro impegno per una dignitosa proclamazione della Parola. Nell'ultimo decennio sono stati organizzati diversi corsi per i lettori, sia coinvolgendo esperti dell'Istituto diocesano di musica e liturgia (Paolo Iotti, Sandro Panizzi, don Daniele Gianotti), sia con gli accoliti istituiti presenti in parrocchia.
A Bagnolo si cerca di animare in modo costante la Santa Messa comunitaria, con l'aiuto dei due accoliti presenti accanto al celebrante e dei bambini che stanno formando il gruppo dei chierichetti. Con l’aiuto dei seminaristi e di alcuni educatori si sono tenuti due corsi di formazione il primo dei quali si è concluso con la consegna ai ministranti della veste liturgica. Si cerca sempre di garantire e celebrare una liturgia che sia di supporto e aiuto ai fedeli.
Con l'arrivo del nuovo parroco è iniziato, in via sperimentale, e in stretto collegamento con l'Ufficio Diocesano dei Beni Culturali Ecclesiastici, un cammino inerente l'utilizzo degli spazi liturgici. In parte questo è risultato necessario per recuperare spazio in chiesa per dare ad un numero maggiore di fedeli la possibilità di celebrare dignitosamente; questo cammino ha reso possibile anche una più equilibrata disposizione dei poli liturgici quali la sede, l'ambone (come luogo della Parola), la posizione dell'animatore del canto nella messa vespertina, la custodia del Santissimo Sacramento e le immagini devozionali. Inoltre, in alcune celebrazioni sacramentali, si è predisposto un altare mobile, in linea con il Vaticano II, per celebrare l'eucaristia nel cuore dell'assemblea. Auspichiamo che questo cammino culmini in un progetto per la costruzione di una nuova aula liturgica che si rende necessaria visto il notevole incremento della popolazione. Negli ultimi anni sono stati rimossi elementi non necessari o non adatti ad un ambiente celebrativo, per dare più spazio e valorizzare i poli liturgici e l'arte a servizio della liturgia: sono stati collocati e restaurati quadri e dipinti, restaurati gli organi di S. Michele e Bagnolo (2003) e, temporaneamente, ubicato un organo nella chiesa di Pieve Rossa.
La parrocchia di San Michele ha vissuto, già dal 1989, per prima l'assenza del parroco residente; conseguentemente l'animazione dell'Eucarestia domenicale è stata affidata a un gruppetto di ragazze che frequentavano la parrocchia. Se il canto è garantito, non è così per il servizio all'altare che risente della carenza di bambini residenti nella frazione.
Parrocchie di Pieve Rossa e San Tommaso: già alla scomparsa di don Scaravelli, le due parrocchie formavano unita' pastorale con alcune celebrazioni unitarie.
Pieve Rossa ha alcuni bambini che servono all'altare guidati da un catechista ed è sempre presente un piccolo gruppo di cantori e musici; anche la parrocchia di San Tommaso si impegna nell’animazione liturgica con un piccolo gruppo di chierichetti. In entrambe la parrocchie la liturgia è celebrata, nei tempi forti e nella amministrazione dei sacramenti, con alcune caratteristiche proprie di tutta l'unita' pastorale dando così pure nelle differenze un senso di comunione in crescita.
Il nuovo parroco ha portato una ventata di novità e rinnovamento liturgico. Soprattutto nei tempi forti sono proposti alla comunità alcuni momenti di preghiera che aiutano ad entrare meglio nelle celebrazioni: veglie sacramentali, meditazioni in preparazione del triduo pasquale, celebrazione della grande Veglia pasquale all'alba del giorno di Pasqua, ecc. Si confida che il tempo e l'aiuto di collaboratori validi e preparati diano a tutta l'unità pastorale le risorse per celebrare nella comunità e con la comunità, affinché anche chi è più lontano possa cogliere la bellezza del mistero che celebriamo. |