forse non tutti sanno che

Dal lunedì al venerdì alle 6,45 in Chiesa a Bagnolo si recitano le Lodi.
Il sabato mattina dalle 9,30 alle 11,30 in Chiesa a Bagnolo è presente un confessore.
Tutti i giovedì dalle 9,30 alle 11,30 è aperto il Centro Caritas c/o la segreteria parrocchiale di Bagnolo.
La prima domenica del mese durante la Messa delle 10 a Bagnolo vengono presentati i bambini che saranno battezzati il mese stesso.
La seconda domenica del mese dalle 16 alle 18 in Chiesa a Bagnolo c'è l'Adorazione Eucaristica, dalle 18 alle 18,30 c'è il solenne canto del Vespro, alle 18,30 si celebra la Messa per i malati.
L'ultima domenica del mese alle 16 in Chiesa a Bagnolo ci sono i Battesimi comunitari.
L'ultimo week-end del mese (Sabato e Domenica) a Pieve Rossa è aperta la Pizzeria c/o l'oratorio ANSPI.

Liturgia di oggi

Dalla galleria...



Dalla Parrocchia all'Unità Pastorale Stampa E-mail

Centro dell’azione pastorale della Chiesa fino a pochi anni fa è stata la Parrocchia che, sotto la responsabilità del parroco, suo pastore, svolgeva la sua missione nella catechesi, nella liturgia e nella carità all’interno di un determinato territorio. Questa impostazione ha favorito una presenza capillare della Chiesa facendo del parroco una delle figure più presenti nella vita delle persone.
I repentini cambiamenti culturali e sociali e degli stili di vita, l’improvviso calo numerico dei sacerdoti e l'innalzamento costante della loro età media, la scarsità di vocazioni - presbiterali, religiose - hanno però messo fortemente in crisi questa impostazione, imponendo quasi alla Chiesa diocesana la ricerca di nuove strategie pastorali.
L’Unità Pastorale si pone quindi come una prima risposta ad un quadro ecclesiale profondamente mutato, divenuto oggetto di studio e di analisi da parte dei Vescovi.
Il nostro vescovo Adriano al termine della visita pastorale ci sollecitava a perseguire e a mantenere come punto di non ritorno lo stile dell’Unità Pastorale per vivere come comunità ecclesiale la missione che il Signore ci affida, missione che nasce dal mandato del Risorto ma che deve declinarsi nella storia di oggi.
Sottopongo alla comune riflessione alcuni passi della lettera dell’aprile 2011 con la quale il vescovo Luciano Monari, che guida la diocesi di Brescia, presenta alla sua Chiesa il Sinodo sulle Unità Pastorali.

 

"Siamo però testimoni e attori, oggi, di cambiamenti profondi che obbligano a ripensare la situazione.
- La mobilità delle persone è notevolmente aumentata e oggi quasi tutti si allontanano dalla loro residenza per andare a scuola o al lavoro o al luogo di divertimento; spesso a casa rimangono solo gli anziani. Attraverso la radio e la televisione il mondo intero entra nelle singole case e le persone diventano consapevoli di drammi che si svolgono fisicamente lontano; si aggiunga internet attraverso cui il singolo utente naviga nel mondo intero alla ricerca di ciò che lo interessa e costruisce legami con persone diverse. Il territorio rimane ancora un elemento essenziale per definire l’identità della persona e della famiglia, ma ormai non è più il riferimento unico o decisivo. Se vogliamo seguire le persone e agire sul loro vissuto dobbiamo creare una pastorale che attraversi i diversi luoghi in cui le persone vivono e s’incontrano. Molto si è fatto con quella che veniva chiamata ‘pastorale d’ambiente’ - pastorale scolastica, pastorale del lavoro e così via. Ma le trasformazioni sono più profonde di quanto la pastorale d’ambiente riesca a cogliere.
- In secondo luogo l’ecclesiologia (e l’insegnamento del Vaticano II) ci ha insegnato l’importanza decisiva della comunione per cogliere il senso della Chiesa. La parrocchia, come espressione di Chiesa, riesce a comprendere la sua identità e a vivere la sua missione solo se rimane aperta in modo vitale alle altre parrocchie e alla Chiesa particolare (la diocesi); i confini mantengono un significato giuridico prezioso, ma non possono diventare limiti invalicabili per l’azione pastorale. Insistere troppo sull’identità parrocchiale e dimenticare la comunione diocesana fa perdere alcuni elementi preziosi dell’ottica di comunione.
- Infine la diminuzione del numero dei preti rende impossibile l’affidamento di ogni parrocchia a un parroco come nel passato. Dal punto di vista del territorio le scelte diventano: o eliminare le piccole parrocchie o affidare più parrocchie a un singolo parroco. Entrambe queste soluzioni non soddisfano perché sono troppo rigide e inevitabilmente producono spazi sempre più ampi non raggiunti dall’attività pastorale."

 
E’ evidente che l’Unità Pastorale non risolve da sola tutti questi problemi, ma diventa - in un dialogo sereno e costruttivo - un elemento che può favorirne la soluzione e che, se ben costruita, può favorire una trasformazione di tutto il tessuto pastorale, stimolando l’impegno di molti.
Credo che la scommessa più importante non sia solo un miglioramento dei servizi - catechistici, liturgici e caritativi - ma il rinnovare il senso di prossimità che da quando quel tale “scendeva da Gerusalemme a Gerico ed è incappato nei briganti” (Luca, 10,25-37) ha sempre accompagnato la missione della Chiesa.
Lo ricorda lo stesso mons. Monari:

 

“La pastorale contemporanea ha inventato (sta inventando) una molteplicità di forme di presenza di questo genere: i gruppi di ascolto del vangelo, le cellule di evangelizzazione, le comunità famigliari, le piccole comunità di base e così via. Le forme sono molteplici ma nascono tutte da un bisogno sentito che è quello della prossimità. In una comunità cristiana ci si deve sentire prossimi gli uni degli altri; non ci possono essere persone o famiglie che nessuno ha in nota; bisogna che ogni battezzato senta di essere parte viva della comunità. E tutto questo si può ottenere solo con uno sforzo grande di prossimità.”

 
Ecco perché il nostro essere Unità Pastorale non può ridursi ad un accorpamento di servizi, ma diventa la conversione alla quale tutti siamo chiamati e ancora di più un passo in avanti nel cammino della comunione nel quale la Chiesa cresce e annuncia e testimonia preziosi valori alla società civile.

 

don Giovanni Rossi

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